Qualunquismo antiparlamentare
Da ieri la lista dei nuovi proscritti della democrazia a statuto speciale coltivata da Repubblica è oggetto di un megafonaggio telematico sul sito del quotidiano di Ezio Mauro: “Speciale. La Compravendita nome per nome”. Sotto questa tassonomia temeraria figurano cognomi, casacche e dichiarazioni personali di color che son sospesi tra la fiducia al governo Berlusconi e l’obbedienza alla linea dei partiti di riferimento.
13 AGO 20

Da ieri la lista dei nuovi proscritti della democrazia a statuto speciale coltivata da Repubblica è oggetto di un megafonaggio telematico sul sito del quotidiano di Ezio Mauro: “Speciale. La Compravendita nome per nome”. Sotto questa tassonomia temeraria figurano cognomi, casacche e dichiarazioni personali di coloro che son sospesi tra la fiducia al governo Berlusconi e l’obbedienza alla linea dei partiti di riferimento. Repubblica consegna i veri o presunti traditori dell’antiberlusconismo alla gogna mediatico-morale, e così moltiplica le pressioni politiche nella lunga vigilia che precede il voto parlamentare sulla mozione di sfiducia. Stupisce – ma ormai fino a un certo punto – che la sinistra liberal di cui Rep. è vessillifera si allinei in tutta fretta alla cattiva e trasversale abitudine di marchiare come traditori (addirittura prezzolati) i parlamentari che oscillano tra l’opposizione e la maggioranza.
Strana pedagogia politica, quella insegnata a Largo Fochetti e introiettata di riflesso dal Partito democratico: si rivendica che la Costituzione italiana non prevede vincolo di mandato per gli eletti, ma soltanto quando si tratta dei fuoriusciti dal regime del Cav. Mentre il transito nella corsia opposta diventa invariabilmente un “mercato dei voti”, una prostituzione morale e letterale praticata dai nuovi collaborazionisti. L’obiettivo della campagna di Rep. è scoperto: delegittimare il Parlamento degli eletti (“nome per nome”), in caso di testacoda berlusconiani, e scongiurare la riunione del Parlamento degli eleggibili evocata con il ricorso alle urne. Se non è già un incitamento al colpo di Stato a mezzo stampa, è un gran colpo di qualunquismo antiparlamentare.
Strana pedagogia politica, quella insegnata a Largo Fochetti e introiettata di riflesso dal Partito democratico: si rivendica che la Costituzione italiana non prevede vincolo di mandato per gli eletti, ma soltanto quando si tratta dei fuoriusciti dal regime del Cav. Mentre il transito nella corsia opposta diventa invariabilmente un “mercato dei voti”, una prostituzione morale e letterale praticata dai nuovi collaborazionisti. L’obiettivo della campagna di Rep. è scoperto: delegittimare il Parlamento degli eletti (“nome per nome”), in caso di testacoda berlusconiani, e scongiurare la riunione del Parlamento degli eleggibili evocata con il ricorso alle urne. Se non è già un incitamento al colpo di Stato a mezzo stampa, è un gran colpo di qualunquismo antiparlamentare.